64/22. Ma com’è

Oggi pomeriggio, mentre stavo lavorando, dopo essere stata a fare terapia, di ritorno da quell’ospedale in cui sono entrata per l’ennesima volta quest’anno, mentre limavo un’unghia un pensiero mi ha attraversato, come mi accade di solito, folgorazioni, rivelazioni, mi sono posta una domanda: ma com’è che mi sono ritrovata a fare unghie?

Com’è che mi è finita a fare unghie alle persone? Io che avevo ed ho ancora mille progetti in testa da poter realizzare, io che ancora sogno di fare grandi cose nonostante il mio percorso medico non sia ancora finito, io che voglio scrivere un libro che parli di cose che non si possono dire, io che volevo studiare fuori.

Ad un tratto oggi quello che stavo facendo mi è sembrato inutile per me, nonostante con quel lavoro abbia ottenuto soldi facili e subito, acquistato ogni genere di cosa io abbia voluto, migliorato la mia capacità di rapportarmi agli altri, di saper ascoltare ed essere più una confidente che una onicotecnica. Nonostante ciò ho avuto la sensazione di non esser riuscita a realizzare ciò che davvero desidero, come se quello che finora ho creduto di aver raggiunto in realtà non erano le cose che ho sempre desiderato dentro di me.

Una tristezza mi pervade, che lotta contro la voglia di superare questo momento in cui il mio cuore fa i capricci. Pian piano mi sto pure abituando al fatto di non poter condividere con nessuno come mi sento, non solo fisicamente.

Ieri una mia cliente che mi conosce da vent’anni mi ha elogiato per il mio carattere assennato, responsabile, sensibile, mi ha detto che si rivede in me, la bambina che era, rispettosa nei confronti di tutti e con una marcia in più e si domandava come mai la figlia di suo marito si dimostrasse con loro così ingrata e senza scrupoli, io per un secondo ho aperto la bocca e stavo per dirle che forse il motivo del mio eccesso di sensibilità è da ricercare negli abusi subiti da piccola ma poi ho lasciato perdere, avrei dovuto spiegare troppe cose e non volevo certo suscitarle pena.

Un giorno scriverò un libro perché tanto ho da raccontare e sono sicura che sarebbe anche un best seller.

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